Per quanto riguarda il gasdotto, quello che dice Brain è corretto.
Sono passati 7 anni e nessun gasdotto è stato fatto.
Infatti i complottisti, che per anni hanno rotto le scatole con il mito del gasdotto, adesso sono passati al mito della droga.
Esisteva un progetto di gasdotto che doveva passare dall'Afghanistan ma le industrie americane coinvolte giudicarono che la situazione nel paese non consentiva di investire denaro in tal senso.
Si scelse pertanto di seguire altre rotte, ben prima dell'11 settembre 2001.
Peraltro, alle industrie poco importa: che il gasdotto passi da A o da B, per loro è lo stesso, il loro guadagno c'è comunque.
A rimetterci sono i paesi attraverso i quali i gasdotti non passano. Un gasdotto, infatti, oltre a garantire occupazione (sia per la costruzione che per la manutenzione) garantisce un flusso di valuta pregiata costante per la nazione ospitante.
Per una nazione che non vuole il gasdotto, ce ne sono decine che si propongono per averlo, e così è stato.
Per quanto riguarda la droga, e in particolare l'oppio, dispongo di tre rapporti:
- CRS (Taliban and the Drug Trade, Libreria del Congresso USA) dell'ottobre 2001;
- GAO (GAO-07-78 Afghanistan Drug Control) del 2007
- Gli Afghanistan Opium Survey (ONU) del 2003 e del 2004.
Si tratta di tre rapporti molto corposi e densi di informazione (li trovate sul Web, credo. Io li ho in archivio).
Da questi tre rapporti si evince che i Talebani hanno - a parole - proibito la produzione di Oppio, ma nei fatti sono i rimasti i principali produttori mondiali.
Nel 2001, anno del ban dichiarato, gli ettari coltivati sono scesi in maniera impressionante.
Gli ettari coltivati erano 91.000 nel 1999, 82000 nel 2000, appena 8000 nel 2001, 74000 nel 2002, 80000 nel 2003 per poi continuare a crescere negli anni successivi.
Ora, non ci vuole molto a chiedersi come sia possibile che gli ettari coltivati passino da 82000 nel 2000 a 8000 nel 2001 e poi di nuovo a 74000 nel 2002.....
Non è che simili estensioni si creano o si distruggono dall'oggi al domani, nel giro di mesi !
Dato che questi dati sono di fonte ONU, mi vien da pensare che ci si è fidati semplicemente delle dichiarazioni di facciata dei Talebani.
I rapporti CRS e GAO fanno notare, infatti, che nel mercato mondiale, l'Afghanistan è sempre stato il maggior produttore di oppio, anche in quell'anno in cui praticamente - secondo le statistiche - l'oppio doveva essersi quasi estinto nel paese !
Se l'oppio afghano, quindi, non è mai venuto a mancare, di certo i narcotrafficanti non hanno mai avuto problemi, per cui non si vede per quale ragione avrebbero dovuto caldeggiare l'invasione del paese.
Se poi si aggiunge, come fanno notare alcuni dei citati rapporti, che l'oppio talebano è destinato prevalentemente al mercato europeo e non a quello statunitense, bisognerebbe concludere che l'11 settembre l'hanno organizzato gli spacciatori europei !
Vero è che la produzione di oppio afghana sta salendo a livelli vertiginosi dal 2002 in poi (si è letteralmente raddoppiata dal 2002 al 2006, nonostante le piantagioni abbiano avuto una resa pessima a causa di eventi climatici) e questo dato è ammesso dallo stesso governo afghano.
La spiegazione forse è semplice: i talebani imponevano una tassa del 10 % sulla produzione di oppio, e in qualche modo la controllavano per gestirne il prezzo sui mercati internazionali.
Addirittura i talebani stoccavano l'oppio in eccesso, per controllare il prezzo, e lo immettevano sul mercato quando la produzione calava (come è successo nel 2001).
Il nuovo governo non fa nulla del genere. Vuoi per scelta, vuoi per ragioni di opportunità politica, il nuovo governo è ufficialmente impegnato nella lotta ai produttori di oppio e non può certo nè tassarlo nè stoccarlo.
I rapporti peraltro specificano che la produzione di oppio è la principale fonte di sussistenza per gran parte della popolazione (ed era così anche prima) e senza quella la gente morirebbe letteralmente di fame.
Sia come sia, è evidente che il problema oppio c'è ed è forte, in Afghanistan. Per una ragione o per l'altra il governo non è capace di contenere il fenomeno.
Parrebbe che negli ultimi mesi le cose inizino a cambiare.
Nel 2008, 12 province sono completamente "diserbate" dall'oppio.
In quattro si registra una drastica diminuzione della produzione.
In sette la produzione sta calando.
In cinque è rimasta stabile, in sei è aumentata e in una sola è drasticamente aumentata.
Ma anche qui bisogna vedere la validità delle statistiche.
Leggo infatti che a Kabul si coltivavano 282 ettari nel 2004, 0 nel 2005, 80 nel 20006 e 500 nel 2007 !
Come cavolo si fa ad avere simili flessioni?
In conclusione: le statistiche in un "mercato" come questo, dove per definizione la produzione non è certo "dichiarata" in modo trasparente, valgono poco.
Quello che conta è che nel mercato non si è mai verificata alcuna "crisi" di mancanza di oppio, negli ultimi decenni, e l'Afghanistan è sempre stato il maggiore produttore mondiale.
E pertanto, il mito droga / 11-settembre è campato in aria come gli altri.
Vari rapporti ONU sono disponibili a questo indirizzo:
http://www.unodc.org/unodc/en/crop-moni ... index.html
EDIT: corretti refusi ortografici.